Quali sono le cose ignorate e gli errori commessi dai nuovi imprenditori ? É sempre Quora che ha le risposte: As first time entrepreneurs, what part of the process are people often completely blind to? e What are the most common mistakes first-time entrepreneurs make?
Questo è certamente un argomento molto interessante e controverso, viste le circa 200 risposte che si sono raccolte tra una domanda e l’altra, che vanno da consigli pratici alla giusta mentalità da mantenere.
Cosa tenere sempre a mente
Mike Sellers, imprenditore seriale, spiega che ciò che bisogna comprendere e ricordare sempre durante la vita dell’impresa, è la complessità di tutta l’esperienza:
Un idea non è un design
Un design non è un prototipo
Un prototipo non è un programma
Un programma non è un prodotto
Un prodotto non è un business
Un business non è profitti
I profitti non sono una exit
Una exit non è la felicità
All’inizio ed alla fine di tutto, i soldi
Sono sicuramente da leggere tutte le riflessioni circa i soldi, sia nel senso di fondi che di liquidità. Anche se si ha l’obiettivo di portare la pace nel mondo, se si sceglie la forma impresa, bisogna guadagnare denaro.
Non sottostimare il “danno celebrale” connesso al prendere soldi da amici e famiglia. Si scopre che perdere i loro soldi è infinitamente più agonizzante che perdere i soldi di investitori professionali, se non hai successo. Perdere i tuoi soldi è relativamente indolore. Perdere quelli di Mamma, Papà e Zio Bill è una tortura.
Cercare fondi è un lavoro a tempo pieno.
Il denaro non è tuo finché non è in banca.
Il progresso di una startup si misura quando le persone pagano te, non quando tu paghi loro.
Dopo che ho lasciato per lanciare la mia prima startup, ero continuamente entusiasta di vedere il prodotto nascere attraverso varie fasi: ottenere un design che sembrava ottimo, o vedere finalmente un prototipo funzionante [...] Nella mia mente, queste cose significavano che stavo riuscendo con la mia startup.
Ma stavo semplicemente pagando delle persone. Ciò che ho realizzato è che pagare qualcuno per aggiustare qualcosa non è un problema difficile; chiunque può firmare un assegno. Può essere necessario all’inizio, ma non prova niente sulla startup come business.
Stai facendo progressi sono quando fai quelle cose che portano altre persone a firmare assegni.
L’importanza dei fondatori
Adam Rifkin ricorda l’importanza dei fondatori:
Comincia con il cofondatore: non averne uno, avere quello sbagliato, dividere impropriamente le responsabilità, o dare a troppe persone il titolo “cofondatore”. Queste questioni sono responsabili per la maggior parte dei problemi delle startup all’inizio.
Le startup crescono attorno ai punti di forza ed alle debolezze dei fondatori, per cui tali peccati originali possono creare profondi problemi strutturali dalla partenza.
Gary Whitehill, parla della differenza tra Fondatore e CEO:
Comprendere la differenza tra essere un fondatore ed un CEO
Questa è stata di gran lunga la più dura lezione imparata. Solo perché ha fondato una società di successo, non implica, dà diritto o garantisce che al fondatore sarà anche dato il titolo di CEO – specialmente se la società cresce.
Le competenze e serie di abilità necessari per iniziare una società sono grandemente differenti rispetto a quelle necessarie per un CEO.
Fondatore:
- Incrollabile passione
- Articolare una chiara e concisa visione
- Eseguire in condizioni di notevole ambiguità
CEO:
- Implementare processi e protocolli
- Sviluppare le politiche delle risorse umane
- Struttura partnership internazionali
Se si comincia senza chiarezza…
Fahd Butt, ha degli ottimi consigli per chi inizia una startup alla buona, l’autore parla della sua esperienza partendo da un progetto universitario, ma in Italia vale anche spesso per i freelancer che provano a buttarsi in una startup.
- Mancanza di focus: Noi abbiamo cominciato con un progetto di design ingegneristico dell’università, che era indirizzato ad un problema differente (annotazione sociale per aiutare a salvare l’industria giornalistica). Noi abbiamo mantenuto la tecnologia e provato a modificarla per affrontare un nuovo problema senza un focus solido (organizzare informazione per tutti – social bookmarking-ish)
- Non realizzare che hai un’azienda reale: C’è la tendenza a pensarlo come un “progetto” vs. una “azienda” specialmente venendo dall’università. Ciò può essere un bene od un male. Da un lato, non hai paura di fallire (perciò sei creativo), dall’altro lato, non hai paura di fallire (e perciò potresti non provarci davvero)
- Tecno-centrico vs Problema-centrico: Persino dopo che avevamo focalizzato la nostra visione in qualche modo (organizzazione per ricercatori), non siamo ripartiti da un nuovo punto e non abbiamo parlato abbastanza a veri utenti finali (prof, studenti). Eravamo spaventati dal perdere gli asset su cui avevamo già lavorato. Non avevamo una chiara idea del problema che stavamo risolvendo: l’idea di “organizzazione per ricercatori” venne solo perché avevamo costruito una piattaforma di social bookmarking e stavamo provando a trovare chi potesse usarla.
- Non avere una domanda a cui rispondere: Quando finalmente abbiamo lasciato perdere la “organizzazione”, ed abbiamo deciso di concentrarci su “come semplificare tutto il processo di ricerca?”, avevamo una domanda per guidare noi stessi ed il nostro prodotto.
- Comunicazione: Sebbene avessimo una piccola squadra che aveva sviluppatori e persone concentrate sul business, non eravamo in sintonia. É difficile quando non tutti lavorano direttamente sul prodotto. Ma la soluzione era semplice: incontrarsi più spesso di persona e avere chiamate Skype regolarmente programmate. Dì a tutti ciò che hai fatto.
- Scalabilità vs Utenti: Eravamo troppo conservativi all’inizio, preoccupandoci per “cosa accade se abbiamo molti utenti” invece di provare realmente a validare il nostro progetto con veri utenti. Lezioni imparata: porta il prodotto ai tuoi utenti velocemente, ascoltali, itera.
- Eat your own dogfood1: Se ti ritrovi a non usare il tuo stesso sito, c’è un problema. Impara ad usare gli strumenti che hai creato (per quanto semplici possano essere).
Se si comincia senza esperienza…
Siqi Chen, fondatore di Serious Business, azienda di videogiochi social acquisita da Zynga, ha dei consigli più pratici circa la gestione dell’impresa; per chi ha deciso di dedicarsi ad un’impresa, ma manca di esperienza:
1. Sottovalutazione competenze di gestione
Noi abbiamo sottostimato la difficoltà di gestire una squadra e sottovalutato le abilità di gestione generale, processo e strategia. Questo fallimento è originato dall’alto (cioè, me) è ha colpito ogni livello dell’azienda. Non avendo mai avuto alcun rapporto diretto prima di Serious Business, semplicemente non sapevo ciò che non sapevo.2. Mancanza di concentrazione strategica
Abbiamo usato le nostre le nostre risorse limitate di startup per attaccare mercati che non capivamo invece di concentrarci sulle nostre competenze chiave, le quali erano piuttosto uniche sul mercato. E lo abbiamo fatto ripetutamente.3. Livello delle assunzioni inconstante
Abbiamo fatto alcuni irregolare durante la storia di Serious Business. Mentre abbiamo provato del nostro meglio per mantenere un livello eccezionalmente alto, è stato coscientemente diminuito durante i periodi di mancanza di difficoltà di assumere. Questo è sempre stato un errore. (Questo era mitigato in qualche modo dal fatto che siamo sempre stati piuttosto bravi nel lasciar andare velocemente i sotto-performer)4. Nessuna attenzione al Product Management
Per qualche tempo, avevamo l’obiettivo di non assumere nessun product manager, mai – con l’idea che avremmo finito con l’assume ingegneri concentrati sul prodotto. Questo è stato un errore. Abbiamo finito con due product manager/designer part-time (Alex ed io) che supportavano (ad un certo punto) 3 diversi prodotti live ognuno con milioni di utenti. Non funziona.
Matthew Roche, CEO di Bo.lt, parla di assunzioni, il secondo aspetto più importante dopo i soldi, sottolineando altri errori da evitare oltre a quelli già ricordati:
Assunzioni.
Ci sono due errori che ho commesso nelle assunzioni.Primo, ho assunto delle persone in base al loro curriculum, per ottenere talento “maturo, esperto”. Ho cercato gente che fosse più vecchia con esperienza di gestione di vere aziende. Nessuno è durato, perché nessuno aveva esperienza con una piccola startup.
Secondo, ho assunto persone giovani che erano come me. Amavo lavorare con loro, ma ciò di cui avevo bisogno erano persone che fossero complementari ed intelligenti.
Tenere gli occhi sulla palla
Greg Tapper, invece si concentra su aspetti molto più pratici:
C’è una ed una sola regola per il successo nel business: SEMPRE tenere gli occhi sulla palla2. La “palla” è qualsiasi cosa legato al business. Un business crescente urla come un bambino. Non smette mai di chiedere la tua attenzione.
I business falliscono perché le persone perdono la concentrazione. [...] Il successo è virtualmente garantito quando sei assolutamente ossessionato ed assorbito nel business.
Quindi:
1) Mai affidare ad esterni nulla di importante. Mai. Non esiste un trapianto di cervello. [...]2) Non fidarti di nessuno per niente di critico. Nessuno. Devi essere tu a prendertene cura. E non fidarti nemmeno di te stesso. Metti sempre in discussione come, cosa e perché lo stai facendo.
3) Non smettere di pensare a ciò che potrebbe andare storto, perché qualcosa sta sempre andando storto.
4) Mai fidarti dei rapporti che ti dicono che tutto è a posto. Niente è mai a posto. Le cose si stanno sempre rompendo. Le cose fanno sempre male. (Noi diciamo: “rallegrati, le cose stanno rompendo. Stiamo crescendo!”). Rottura non è necessariamente una cattiva cosa. Frustrante sì, ma non cattiva. Solitamente significa che stai crescendo.
5) Tratta i tuoi clienti meglio del tuo sposo. Prendi i tuoi clienti per scontati, ne paghi il prezzo. Senza clienti, la tua società è un progetto scientifico da liceo.
6) I business si basano al 100% sul flusso di cassa. Il denaro è re. Mai dimenticare che il denaro è il re. Ho menzionato che il denaro è re ? Guardalo gelosamente fino a che avrai l’imbarazzo della scelta [...] La verità è che a nessuno interessa la tua grande idea e la tua bella tecnologia. [...] Quello che interessa è: stai facendo un sacco di soldi o no ? [...] Google non è preziosa perché ha una grande tecnologia – lo è perché quei tizi stampano soldi. [...] É tutta una questione di soldi, e nulla più. (A proposito, i soldi sono un *metro* non un obiettivo)
7) Fallisci perché lasci le cose fallire. Alla fine della giornata incolperai ogni persona che hai mai incontrato per il tuo fallimento. Darai 100 ragioni per cui è colpa loro. Come quel dipendente non ha fatto il suo lavoro. Come quel cliente ti ha fregato. Come quell’investitore non ha investito quando era davvero importante. Come quei dannati sviluppatori stavano solo seduti sul loro fondoschiena e ti davano schifezze. Poi ti sveglierai una notte, quando sei seduto da solo, e realizzerai che tu sei l’imprenditore e tu sei il solo ad averne la responsabilità. La società è tua, anche se hai solo l’1%. I dipendenti sono leali come gatti. Gli investitori hanno molti altri affari da mandare avanti. I clienti hanno sempre altre opzioni, e sono piuttosto bravi a ricordartelo. Quindi, alla fine del giorno, sei solo tu. Tu e la tua società. Perché, vedi, la società è te. Tu sei la società. Tu sei un singolo essere zen. Questo è il momento in cui la lampadina si accende e tu devi essere un uomo o donna3 e dire: “Io prendo assoluta e totale responsabilità per il successo od il fallimento di questa società. Avrà successo in parte per merito mio ed io avrò parziale credito per il suo successo. Ma fallirà unicamente per colpa mia, ed io prenderò il 100% della responsabilità per il suo fallimento”. Spiacente, ottieni solo credito parziale, ma 100% di responsabilità.
Conclusione
Vorrei concludere con Tim Westergren, fondatore di Pandora, che riassume quella che sembra essere, ad opinione degli esperti frequentatori di Quora, la maggior sfida del fare impresa, solitudine ed incertezza:
Penso che uno dei cambiamenti più difficili da affrontare, particolarmente se provieni da un’azienda affermata, è entrare in un mondo dove le persone attorno a te hanno necessità infinite, e nessuno ha bisogno di te. Questa situazione per certi versi definisce la sfida di una startup. Hai un’idea, ma nessuna leva, quindi devi iniziare trasformando l’acqua in vino. Devi attirare una squadra, attirare soldi, attirare clienti etc. con niente più che la tua visione ed i poteri della comunicazione. Gli imprenditori che hanno successo sono quelli che non sono demoralizzati da questa asimmetria, ma invece la vedono come una sfida. Occasionalmente, qualcuno trova un’idea che è così brillante o tempestiva che crea rapidamente leva, ma è raro.
- letteralmente: mangia il tuo cibo per cani, è una frase fatta che significa usa tu stesso i tuoi prodotti ↩
- in originale NEVER drop the ball: letteralmente, non lasciar cadere la palla, il significato è quello dell’espressione italiana riportata ↩
- big boy e big girl, letteralmente grande ragazzo e grande ragazza ↩

