Interviste ai fondatori di startup

Per una persona qualsiasi il fascino delle celebrità consiste semplicemente nel conoscere delle persone; per le persone che vogliono seguire le loro orme le celebrità non rappresentano le persone che vogliono diventare, ma una parte di loro stessi. E nel mondo delle startup chi sono le celebrità, se non i fondatori ?

Dopo un pomeriggio impiegato in ricerche ho trovato questi siti con molte interviste interessanti, di imprenditori bootstrapped e funded, italiani e non, che sono sulla via o hanno già raggiunto il successo.

  • The Startup Foundry. Oltre che interviste sono presenti anche consigli di cultura e strategia e storie di imprese funded e bootstrapped. La mia preferita è quella di Tim O’Reilly che spiega, tra l’altro, l’origine delle famose copertine della sua casa editrice e altre fortunate coincidenze.
  • Building43. Punta a diventare una comunità di persone che vivono il web, dagli imprenditori ai geek. Il più famoso dei suoi collaboratori è sicuramente Robert Scoble. L’intervista da non perdere al fondatore di Spreaker, italiano e con una startup in Silicon Valley (anche se finanziata con soldi europei).
  • The Rise to the Top. Essenzialmente un video podcast, vengono intervistati sia imprenditori che esperti. Il conduttore ha uno stile da radio show over-the-top americano, molto energico ed un taglio pratico. Onestamente non è il mio preferito, ma Seth Godin è sempre capace di dire cose di buon senso con il suo stile inconfondibile.
  • EnterpreneursUnpluggd. Un sito il cui obiettivo è diffondere storie di imprenditori creativi, sia attraverso eventi che interviste. Da vedere quella di Chris Wanstrath di GitHub, che spiega perché i fondatori hanno scelto la strada bootstrapped per mantenere il controllo della loro società.

  • Foundation. Lunghe interviste mensili condotte da Kevin Rose con importanti fondatori, decisamente il più professionale. L’intervista che ho trovato più interessante è quella a Leah Busque, fondatrice di Task Rabbit. L’aspetto più affascinante è che Leah, a parte aver lavorato per IBM, è una donna completamente normale che non aveva idea di cosa fossero VC o startup, ma è riuscita ad avere successo semplicemente offrendo un buon servizio.
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